qualche settimana fa mi e' capitato di perdere il foglio sul quale avevo scritto il testo di dividing opinions. un testo che avevo scarabocchiato di notte su una ricevuta di american apparel. inkiostro blu per il ritornello che era il primo ad essermi venuto in mente. da li andai alla costruzione del testo con le correzioni necessarie di jon clancy. la melodia l'avevo in testa. una cosa nuova per me , che non avevo mai scritto un testo od una melodia. a 30 anni si puo' sempre cominciare.
ora quel testo, anzi quel foglio, a cui sono abbastanza affezionato se ne andato. forse perso in qualche appartamento non so dove. non c'è piu' nell'angolo del mio tavolino di lavoro dove era sempre stato in questi mesi.
devo dirvi che sono anche molto fiero di quel testo. lo pensavo anche l'altra sera ritornando a casa da firenze. pensavo a quel testo oltreche' ad un sacco di parole sentite nel corso della sera. ripensavo che un tipo di roma che avevo conosciuto tanti anni fa(piu' di quandici credo) stava ancora dalla stessa parte. rideva dicendo che nella vita era sempre stato minoranza: di sinistra nella fgci, di destra in rifondazione comunista e nuovamente di sinistra nei DS. si chiedeva se gli toccava fare la minoranza in eterno, ridendo...riso amaro. credo che chiamarsi Andrea Costa in un certo senso non lo aiuti piu' di tanto: sapete i nomi hanno la loro importanza ed a volte sembrano implacabili nel voler condizionare la vita di chi se li trova sulle spalle.
del resto, a me, avere il mio nome e cognome, ha dato una citazione in un testo di un gruppo abbastanza conosciuto ed una targa di "indole" politica nel paese in cui vivo: mi piaccia o no tutti sanno che la penso in base all'essere del mio cognome(puo' sembrare un concetto contorto ma invece e' semplice e lineare)
queste cose le pensavo in macchina tornando da firenze con mio padre. lui aveva gia' visto certe scene nell'89, io di conseguenza le avevo solo percepite nell'aria. "cose" pesanti.
oggi, ho seguito i lavori che si tengono al forum nelson mandela di firenze. e tutte le parole che mi tormentano dalla mattina mi hanno forse rincoglionito del tutto, ma emerge sempre più chiaro che ci sono diverse opinioni. che purtroppo, dividono.
se avessi parlato io da quel palco, negli 8 minuti concessi ai delegati di minor rango avrei forse citato anche le parole di quella canzone(autocitarsi che brutta malattia).
wake up slow
are you passing by(cosi e' anche se non vi pare)
the age of reels (c'era cmq molta piu' poesia e senso concreto)
are going back till the end(direi di si)
slowly move
never ending love( al cuor della ragione non si comanda)
trough the moody scene of your life( e' cmq parte della vita mia)
diving opinions......all we are
ma purtroppo quel foglio con il testo e' andato perso. da oggi ho perso pure l'appartenenza ad una parte della mia personale storia( di impegno civile e politico).
si sopravvive sia chiaro, ma ci si sente un pò più soli.
che è una delle cose meno belle di questa terra.
