
in molti sostengono che "back in the van" sia una lettura fondamentale per gli amanti della storia dell'hardcore/punk, e non solo per loro ma per tutti gli appasionati di racconti su una parte del mondo della musica.
riprende il tour dei giardini in modo intenso ed esteso. ci si dice che andremo verso sud a cercare la primavera negata dalle nebbie che hanna attenagliato il nord da est a ovest giovedi e venerdi scorso.
un lungo weekend di musica e spostamenti. risate e passioni. tutte cose già vissute e che rivivremo per i prossimi mesi.
a quanto sembra il nostro nuovo album al momento sembra ricevere sia il consenso della critica che quello di chi frequenta le rivendite di dischi. ci sono dati molto piu' incoraggianti di quanto potesimo aspettarci, che parlano di una seria marginalità. se fossimo una forza di governo potremmo contare su almeno un ministro ed un paio di sottosegretari(ovviamente chiedere gli esteri, come sottosegretario con delega all'europa).
si parte per torino e bobby corn non viene. la salute o forse la paura per le sorti della sua irsuta barba. beh, bobby si perde un nostro concerto deludente. le gambe non girano come quando bugno proprio non voleva saperne. metteva quei rapportoni duri da matti, su per le salite che alimentano l'epica giornalistica del ciclismo...ma soprattutto quello delle gambe dei cicilisti. come bestie mandate a fare dei tecento km, e non si e' mai sentito di tafferugli alle corse in bicicletta. lascteli drogare, al massimo ci rimettono loro. ne sono consapevoli...perche' imbrigliarli. siamo nel 2007 ancora qualcuno crede nei lieto fine o nella fatina buona?
il giorno dopo ci si sposta in veneto. terra accogliente per i giardini. non solo perche' e' la patria dell'idolo patavino francesco donadello. ma perche' puntualmente visitiamo il veneto con concerti ben frequetati. al new age arriviamo in due gruppi separati. chi in treno chi in furgone. per motivi logistici non per snobberia o sindrome di chieftans. il new age, roncade ed il veneto in larga parte sono sepolti nella nebbia piu' oscurante che io abbia mai visto. vengo da una terra generosa di foschie e notti umide..ma mai come questa di venrdi 2 febbraio. una cosa da non credere. e non ci crede nessuno che al concerto ci saranno moltissime, ma davvero tante persone.... di quelle che se per ogni dita di una mano vuoi dire cento invece che uno...beh ecco una mano dovrebbe quasi avere mezzo dito in piu'. se non ci fosse stata la nebbia? i se non esistono, ci sono solo i dati di fatto: un bambino in prima fila abbracciato in maniera protettiva dal fratello.
caro bambino credo che tu abbia visto un grande concerto dei giardini. le gambe giravano assai. tu forse non sai chi e' gianni bugno. o forse lo conosci perche' oggi e' volantoria e guida gli elicotteri del prontosoccorso. pero, una volta era un grandissimo ciclista. le gambe non gli giravano sempre. aveva spesso gli occhi lucidi, lo sguardo vagamente triste ed uno stile inconfondibile. ecco, il concerto del new ageè stato un po' come quel primo campionato del mondo vinto. una cosa intensa tutta di cuoree gambe che girano e girano e girano e girano.... quasi che ti dimentichi di essere nel veneto delle ronde leghiste contro la grande "paura"...una paura dello straniero che lavora spesso nella fabbricchetta...e che a volte delinque. e non basta un muro per educarne cento. la storia lo insegna. un muro è solo uno stupido muro. stupido e basta. bisogna andare ad intaccare le cause dei mali e non circoscriverli e basta. si deve dare sollievo a tutte le persone. si deve liberare tutte le persone dalla loro condizione di sofferenza o difficulta. li si deve liberare dalla "paura" ma li si deve liberare dal delinquere.ma il veneto e' una terra grande, molto grande. molto bella. sarebbe da stupidi sottovalutare e pensare il nordest come ad una terra di bifolchi come spesso usano fare alcuni amici e compagni. il veneto e' una faccia dell'italia. tra le tante italie nche conosciamo ha un posto importante.
sabato mattina 3 febbraio c'e' una nebbia cane che avvolge i iceli e le terre della piatta padana. ed a venezia la nebbia sembra non voler decollare. anche il nostro aereo e' intimorito. e ci fa passare almeno tre orette in apprensione. riusciremo ad arrivare a roma in tempo per il concerto? in edicola io e burro ci fermiamo davanti ad una rivista ci sono un po' di persone che conosciamo in copertina... siamo rapiti poi dal titolo de il manifesto: "cicciobellico", alla faccia di pane e cicoria. un giornale che fa titoli cosi dovrebbe vivere per sempre. perche' e' un innno alla fantasia.e checche' ne pensiate voi...i comunisti non sono persone grigie, cupe e noisose...hanno anche il dono dell'ironia a volte intelligente a volte sinpatica a volte solo ironia. ma grazie a darwin i comunisti ed i comunismi esistono ancora. cambieranno come quelle farfalle del nord inghilterra di cui si leggeva nei testi delle medie... ma li troverete in giro ancora per un quei comunisti. quattro giardini di miro riescono finalmente a volare a roma. si arriva al soudcheck un po' stremati, si fa tutto e si ringraziano e generosi che hanno scelto la via del furgone per arrivare a roma. per una volta alcuni di noi sono rockstar e devono solo fare il check tutto e' posizionato e montanto. si esce per andare a mangiare e la fila delle persone che gia' alle 9 ed un pochettino sono li davanti ad aspettare mette un ansia che chiude lo stomaco. il ristorante dimostrera' che anche noi siamo degli imbecilli consumisti che ordinano piatti che mai mangieranno. spero solo che l'arte ci abbuoni questo peccato(oh in altre condizioni li avrei mangiati quei bucatini....lo giuro...nonna lo giuro!). tutto questo sta alla voce: dopo dieci anni ci agitiamo ancora da bestia per un concerto.
c'e' chi dice che i giardini detengono il record di paganti al circolo degli artisti e noi vogliamo credergli...soprattutto se le voci vengono dell'uficio dei gestori.
stasera non battiamo quel record solo perche' si e' deciso di diminuire la capienza e rendere piu' vivibile l'atmosfera del concerto8chi paga ha il diritto di vedere ed ascoltare lo spettacolo). e' cmq un sold out. rimarranno fuori, si dice 200 persone e passa...
cari amici di roma, ci siamo divertiti e per l'agitazione un mezza cilecca l'abbiamo anche fatta. ma proprio mezza. perche' il concerto e' stato come una di quelle grandi classiche che gianni bugno cvinceva a fine carriera. aveva capito che i rapportoni spaccavano le sue gambe. quindi un rapporto piu' leggero e finalmente anche un mezzo sorriso l'avevano portato a vincere nuovamente. di nuovo un campione con classe a fine carriera.
ma qui gianni c'e' una differenza tra di noi. la gambe non girano sempre come si vorrebbe... ma al momento non siamo a fine carriera. io non penso agli elicotteri ed il mio posto da volontario lo ho pure lasciato.
non faccio piu' la maschera alla multisala novecento. faccio i giardini di miro con altri quattro(piu' un fonico) (piu' un autista/banchettaio de luxe)

pero' gianni ho ancora la tua borraccia.
np Rhys Chatham - A Crimson Grail un'orchestra di quattrocentro chitarre registrata live al Sacre Caeur